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Titolo della Sezione Recensioni

Alfa Romeo 159

- Febbraio 2005 -
Le sorprese iniziano dal nome per la capostipite della nuova famiglia che sostituirà in estate la 156. Un modello con un’eredità importante e con degli obiettivi ancora più ambiziosi a cui è ormai legata la sorte di Alfa Romeo.

La matita è quella di Giorgetto Giugiaro, che neanche due anni fa si era “riscaldato” firmando il restyling della 156. E i tratti stilistici sono personali, tipicamente Alfa, con il frontale dominato dal caratteristico “trilobo” su cui campeggia lo scudetto del Biscione. Il corpo vettura si sviluppa combinando aggressività e eleganza in un giusto equilibrio per piacere a tutti, anche ai popoli nordici che magari non amano guizzi eccessivamente latini... Il posteriore non poteva che confermare questa filosofia, con un volume classico, pulitissimo in cui lo stesso impianto di scarico (doppio) risulta perfettamente integrato.

Le dimensioni esterne maggiorate a 4.660 millimetri di lunghezza, 1.828 di larghezza e 1.417 di altezza, con un passo di 2.700 millimetri, annunciano un’abitabilità neanche comparabile con quella della 156. Al centro dell’attenzione è stato posto sempre il guidatore, con una strumentazione avvolgente e rigorosamente analogica. Il disegno è stato dichiarato moderno e si prometto curato nei dettagli. Un esempio? Il vano ricavato sotto il poggiabraccio anteriore è climatizzato.
Le dotazioni disponibili saranno degne della migliore concorrenza e non mancherà il cruise control, i sensori di pioggia, crepuscolari e di parcheggio (quest’ultimi anche anteriori), il navigatore satellitare, comandi vocali e GSM con vivavoce integrato. La climatizzazione potrà essere bi o tri-zona, mentre l’impianto Hi-Fi Sound System BOSE è stato rinnovato e comprende la funzione AudioPilot per la compensazione automatica del suono nonché un altoparlante collocato centralmente sulla plancia... I sedili potranno essere muniti di regolazioni elettriche e l’avviamento del motore, com’è ormai moda imperante, avverrà tramite pulsante posto sulla consolle.

Alfa Romeo 159 - Salone Auto

Passiamo al capitolo motori, anche questo denso di interessanti novità.
Per quanto riguarda i benzina ci saranno infatti tre nuovi JTS con doppio variatore di fase continuo. Al vertice è previsto un 3.2 V6 da 260 cavalli (322 Nm di coppia a 4300 giri), seguito da un 2.2 185 cavalli (230 Nm di coppia a 4500 giri) e da un 1.9 160 cavalli (190 Nm di coppia). Grazie al sistema di combustione ad iniezione diretta Jet Thrust Stoichiometric, tutti sono a norma Euro 4.
L’offerta a gasolio comprende invece un 2.4 JTD 20v potenziato a 200 cavalli(400 Nm di coppia a 2000 giri), il noto 1.9 JTD 16v da 150 cavalli(320 Nm di coppia a 2000 giri) e un risparmioso 1.9 8v da 120 cavalli (280 Nm a 2000 giri). Anche per questi l’omologazione è Euro 4 e offrono inoltre di serie il filtro anti articolato DPF di tipo “for life” (autorigenerante).
I cambi sono tutti nuovi e tutti a 6 marce. Su alcune versioni saranno disponibili cambi automatici e un robotizzato Selespeed.

Frontale Alfa Romeo 159


Ecco come hanno commentato la nuova grande Alfa quelli di QuattroRuote il 08-09-05

E' CRESCIUTA IN TUTTO
Appena in moto, col motore al minimo, si fatica un po' a riconoscerlo. Ma basta toccare l'acceleratore per non avere dubbi: la «159» ha il rombo tipico delle vere Alfa, quel misto di ruvidezza e sportività che da sempre distingue le auto del Biscione. Una buona notizia che certamente farà tirare un sospiro di sollievo agli appassionati, che avevano accettato senza entusiasmo l'annuncio che sotto il cofano della nuova Alfa ci sarebbero stati dei «benzina» sviluppati in collaborazione col Gruppo GM.
Quando poi s'infila una marcia e si parte, si scopre subito che le parentele con la «156» non sono soltanto stilistiche: quella bella sensazione di stringere tra le mani il volante di un'auto reattiva ma sicura, sportiveggiante ma mai impegnativa, rappresenta l'essenza anche della «159», che della berlina ha soprattutto il numero delle porte, non certo il comportamento pigramente morbido che spesso le contraddistingue.

PIÙ GRANDE FUORI
Rispetto al passato, le dimensioni del corpo vettura sono aumentate, e non poco: a confronto con la «156», la larghezza è cresciuta di ben 22 centimetri e la larghezza addirittura di 9. Adesso la "presenza" è quasi quella di un'ammiraglia e basta aprire un «Quattroruote» di qualche anno fa per scoprire che la «164», nella sua estrema evoluzione fra «Super» del 1992), era lunga 4,67 metri, cioè un centimetro più della «159».
Al maggior ingombro esterno non corrisponde però un significativo miglioramento delle misure dell'abitacolo: metro alla mano, sulla nuova nata c'è lo stesso spazio che c'era sulla «156». Chi sta davanti, quindi, non si può lamentare, mentre non sarebbe stato male ricavare alcuni centimetri in più per le gambe dei passeggeri posteriori, costretti a qualche sacrificio anche in termini di accessibilità. La consolazione è che lo spazio in più è stato speso in favore della sicurezza, come nel caso del passo, che è cresciuto dai 260 centimetri della «156» agli attuali 270. Anziché servirsene per distanziare le due file dì sedili, i progettisti hanno preferito usare questi dieci centimetri nella zona anteriore, davanti alla pedaliera, per rendere più ampie le zone di deformazione in caso d'urto. In questo modo, hanno garantito alla «159» un futuro tranquillo nonostante le sempre più stringenti normative in materia di crash test. Quella che invece è migliorata è la capacità del bagagliaio, che è cresciuta di una ventina di litri: il nostro Centro Prove ha rilevato un totale di 426 litri, un valore che mette l'Alfa in perfetta concorrenza con una BMW «Serie 3» o con una Mercedes «classe O. Senza contare la presenza di serie dello skisac e, a richiesta, degli schienali posteriori abbattibili, che migliorano la versatilità.
Al di là delle somiglianze esterne, anche nell'abitacolo forme e impostazioni mostrano un'aria di famiglia piuttosto evidente: la plancia leggermente orientata verso il guidatore, la strumentazione distribuita tra cruscotto e console, la posizione di guida. L'allestimento «Distinctive», poi. conferisce all'insieme una certa lussuosità, che aiuta a digerire un prezzo di listino non particolarmente popolare: 33.000 euro abbondanti, che salgono con velocità non appena ci si rivolge alla lista degli accessori, come testimoniano i quasi 42.000 euro dell'esemplare della nostra prova. Cifre importanti, che rendono più severo il giudizio su alcune dettagli di finitura un po' «tirati via», come il posacenere anteriore, e che mettono in risalto l'assenza di alcune piccole dotazioni; una per tutte, le luci sul bordo delle porte, che dovrebbero segnalare l'ingombro della porta stessa e illuminare là dove si mettono i piedi. In compenso, nei prezzo sono compresi tre anni di manutenzione programmata; significa che il cambio dell'olio, dei filtri e tutte le verifiche previste dal piano di manutenzione sono gratuiti, mentre rimangono a pagamento, per esempio, la sostituzione delle pastiglie dei freni o i rabbocchi che si rendessero necessari tra un tagliando e l'altro. Orientativamente, per il cliente significa risparmiare tra i 750 e i 1500 euro, a seconda dei chilometri che percorre.

NON È MAI PIGRA
Le maggiori dimensioni del corpo vettura hanno comportato un congruo aumento della massa, puntualmente registrato dalle nostre bilance: la «159» pesa, in ordine di marcia, la bellezza di 1690 chilogrammi, circa 250 di più della sua progenitrice. Tradotto nel rapporto peso/potenza, significano 9,1 chilogrammi per cavallo, un valore non elevato in assoluto, ma non bassissimo per una berlina dalle velleità sportiveggianti. Certo, se all'Alfa decidessero dì dotarlo anche di un turbocompressore, il «2200» potrebbe diventare un motore di enormi soddisfazioni, ma già oggi riesce a svolgere il suo compito con apprezzabile disinvoltura: non è sempre fulmineo nei prendere i giri, ma l'iniezione diretta gli conferisce una vivacità degna di nota anche nella parte bassa del contagiri. Diventa così un ricordo quell'indolenza che spesso caratterizza le berline di questa stazza dotate di «benzina» aspirati intorno ai due litri; una sgradevole sensazione di pigrizia che ha regalato molti estimatori ai turbodiesel, sempre pronti a snocciolare gran quantità di newton-metri fin dai regimi più bassi. Con la «2.2 JTS», in ogni caso, il meglio viene quando si decide di divertirsi e basta tenersi tra i 3000 e i 6000 giri per avere una gran bella progressione. Il limitatore è a quota 7200, ma, negli ultimi mille giri, il calo di spinta è evidente e non invita a insistere col l'acceleratore.

BEVE SENZA COMPLIMENTI
Carrozzeria imponente, massa rilevante e motore a benzina non sono certo buone premesse per i consumi, ma, pur con tutte le attenuanti del caso, dalla «159» ci saremmo aspettati qualcosa di meglio. Le richieste di carburante sono sempre impegnative, sia nelle medie d'uso sia a velocità costante: basti dire che a 130 all'ora si fanno poco più di nove chilometri con un litro di verde, che diventano sette nella marcia cittadina.
Cambio e sterzo sono in perfetto equilibrio tra le necessità di una berlina e le esigenze di una sportiva. La leva del cambio è precisa, priva d'impuntamenti e i «giochi» ridotti al minimo rendono un piacere passare da una marcia all'altra. La gradevolezza è la nota distintiva anche dello sterzo e, chi scende dalla «156», noterà la stessa precisione e progressività, ma una minore prontezza, soprattutto ai piccoli angoli. Più che un difetto, è una caratteristica: all'Alfa hanno voluto accontentare i non pochi clienti che lamentavano un'eccessiva sensibilità del comando nella marcia in rettilineo. Risolto anche uno dei difetti più fastidiosi della «156», il diametro di sterzata elevato: ora bastano 11,8 metri per un'inversione di marcia.
A pagina 131 ci siamo già espressi positivamente sulle qualità dei freni e del telaio e la grande rigidità di quest'ultimo, oltre che sulla stabilità e sulla tenuta di strada, ha influenze positive anche sul confort: la notevole compattezza della scocca ha permesso una taratura non estrema delle molle e degli ammortizzatori, col risultato che la «159» se la cava piuttosto bene pure sullo sconnesso. Una caratteristica che, unita alla buona silenziosità de! motore e alla corretta profilatura aerodinamica, rende non troppo affaticanti anche i viaggi lunghi.
Alfa Romeo 159 - 3/4 anteriore Alfa Romeo 159 - frontale Alfa Romeo 159 - 3/4 posteriore
Alfa Romeo 159 - posteriore Alfa Romeo 159 - interni
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Informazioni e immagini tratti dal sito:
www.Omniauto.it
Autore: Alessandro Lago

Il Logo di Quattroruote e il testo successivo tratto dal sito:
www.AlfaRomeo.com
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