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Alfa Romeo Diva
- Giugno 2006 -
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Molti l' hanno definita una "vera" Alfa. Trazione posteriore, motore V6, sguardo aggressivo:
molti aspetti del prototipo presentato dal centro stile di Franco Sbarro si rifanno alla tradizione
del Biscione. Il nostro giudizio va invece un po'; controcorrente, soprattutto perchè si basa su
un'analisi delle scelte tecniche attuate dalla casa di Arese anzichè sulla pura e semplice passione.
Quante case possono permettersi di sviluppare soluzione totalmente differenti per vari modelli della propria gamma? Addirittura nell'ultimo periodo si assiste ad alleanze trasversali mirate alla condivisione di propulsori e strutture, con lo scopo di ridurre gli oneri di progettazione. Fiat ha scelto di invertire la tendenza storica di Alfa Romeo, proponendo soluzioni (come la trazione anteriore) più consone alle sinergie interne del gruppo. Con le ovvie difficoltà, sia chiaro: gli "Alfisti" sono un popolo tanto fedele quanto critico nel giudicare i prodotti del Biscione, tant'è che il vero salto in avanti è stato compiuto solo negli ultimi anni da 147 prima e 159 e Brera poi. Vetture capaci di far tornare agli antichi splendori un marchio dal passato glorioso. Ciò non toglie che il prototipo Alfa Diva by Sbarro sia un ottimo esercizio di stile, seppur lontano dall'eleganza della neo-deliberata Alfa Romeo 8C Competizione. Dov'è la pista? Per prima cosa "ficchiamo il naso" sotto la carrozzeria di questa Alfa Diva. Il telaio è una struttura mista: spaceframe in acciaio nella parte anteriore e tubolare, sempre in acciaio, al posteriore. Dietro i sedili trova posto il classico V6 di 3.2 litri da 290 cavalli, abbinato ad un cambio Selespeed a sei rapporti ed alla trazione posteriore. Da notare soluzioni raffinate come l'impianto di scarico a geometria variabile in materiale leggero, od i radiatori disposti lateralmente in prossimità del baricentro. Una dinamica che non dovrebbe tradire le aspettative, mentre il cronometro parla di 5 secondi netti per lo 0-100 e 270 orari di velocità massima. Il peso si ferma a quota 1.000 chili, al che si delinea perfettamente il terreno ideale per questa Diva: non i proiettori di un Salone, ma i cordoli di un circuito.
Sul fronte estetico, i richiami alla mitica Alfa Romeo 33 Stradale si sprecano. A partire dalla sagoma a cuneo, introdotta dal frontale spiovente ed elaborato e conclusa dalla coda tronca. Spiccano i gruppi ottici anteriori a LED, che sembrano quasi ammiccare, e quelli posteriori circolari inseriti in una voluminosa griglia che lascia intravedere il sei cilindri. La fiancata si distingue per il curioso sistema di apertura delle portiere, mentre l'interno è una profusione di dettagli sportivi a partire dai sedili e dal volante. Aspettando la 8C Una linea complessivamente equilibrata, anche se si riscontrano forti legami con la già citata 33 Stradale. Lo spirito Alfa è ben presente in questa Diva moderna, che potrebbe fare da spunto per un futuro progetto ufficiale del Biscione. Per ora attendiamo con ansia il debutto della 8C ... |
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Informazioni e immagini tratti dal sito: www.Infomotori.it |
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