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FERRARI
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Febbre a 40 Bastano quindici anni per fare di un'auto una "classica"? La risposta è sì, quando c'è di mezzo il Cavallino rampante e 478 CV sono lasciati liberi di correre, senza controllo di trazione, Esp, antislittamento e altre diavolerie elettroniche.
La "F40", che si ispirava alla "288 GTO", fu presentata nel settembre del 1987 al Salone di
Francoforte. Caratterizzata da una linea cuneiforme, disseminata di
prese d'aria di ispirazione aeronautica e di ampie feritoie destinate
allo smaltimento del calore, la "F40" ha il piglio tipico delle auto da
corsa, rafforzato dal grande alettone a ponte che ne domina la coda. Il
giornalista Gino Rancati suggerì di battezzarla "Ferrari Forty" in
onore del mercato Usa e degli anni passati dalla prima Ferrari
prodotta. Il motore è un otto cilindri a V di 90° da 478 CV, sovralimentato mediante due turbocompressori IHI e ospitato in una scocca a struttura composita formata da un telaio tubolare in acciaio, interamente saldato a mano, sul quale sono fissati, con colle speciali, i pannelli in carbonio e kevlar di carrozzeria e abitacolo. Una volta al posto guida ci si rende conto della scarna dotazione di serie (i vetri, per esempio, sono a funzionamento manuale e non c'è il servosterzo), ma si apprezzano il cambio con griglia a settori, il piccolo volante a tre razze e il tachimetro con fondo scala a 360 km/h (in realtà la velocità di punta si ferma "solo" a 324 km/h). Il sedile di guida è un guscio in carbonio e tessuto rosso, che fascia perfettamente il pilota. Abituati a potenze elevate ma filtrate da innumerevoli accorgimenti elettronici, si rimane quasi interdetti dalla forza della "F40". L'esaltante sensazione di dominare questa sportiva trova riscontro nelle impressionanti doti di tenuta, nella prontezza della frenata, nell'assetto neutro ed efficace in qualsiasi condizione. Ma, attenzione: basta poco a farsi prendere la mano e, in quel caso, la "F40" non perdona. Michele Alboreto, che ne ebbe una, era solito ammonire: "Datele sempre del lei!".
Otto cilindri a V (90°) - Alesaggio 82 mm - Corsa 69,5 mm - Cilindrata 2936 cm³ - Potenza 478 CV a 7000 giri/min - Quattro valvole per cilindro - Due alberi a camme in testa per bancata - Rapporto di compressione 7,8:1 - Alimentazione e accensione a controllo elettronico integrato, iniezione elettronica - Raffreddamento a liquido - Impianto elettrico a 12 V. TRASMISSIONE Motore e trazione posteriori - Cambio a 5 marce + RM, leva centrale - Frizione bidisco a secco - Pneumatici anteriori 245/40 ZR 17, posteriori 335/35 ZR 17. CORPO VETTURA Berlina 2 porte, 2 posti - Telaio a traliccio tubolare - Sospensioni anteriori e posteriori a ruote indipendenti - Ammortizzatori idraulici - Freni a disco autoventilanti - Sterzo a cremagliera. DIMENSIONI E PESO Lunghezza 4430 mm - Larghezza 1980 mm - Passo 2450 mm - Altezza 1130 mm - Peso a vuoto 1100 kg - Capacità serbatoio carburante 120 litri. PRESTAZIONI Velocità 324 km/h - Consumo 20 litri/100 km. Rilevamenti a cura della rivista QUATTRORUOTE CONDIZIONI DELLA PROVATemperatura 27 °C, umidità 60%, vento da 0 a 1,5 metri/sec Peso delle vetture durante le rilevazioni (pilota a bordo, apparecchiature di prova, carburante): kg 1421 VELOCITA' MASSIMA km/h 323,5 in V marcia RIPRESA 1 km con partenza da 70 km/h: sec. 23,8 (velocità d'uscita km/h 201)
ACCELERAZIONE 1 km con partenza da fermo: sec. 21,01 (velocità d'uscita km/h 262,4 )
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Informazioni e immagini tratti dai siti:
[Ruoteclassiche settembre 2002] Immagini tratte dal sito: www.Derapados.com |
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Per suggerimenti, correzioni, segnalazioni: Suggerimenti |
ToRnA aLLa PaGinA delle ReCenSioNi |
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